di Katya Maugeri

I Parchi Letterari nascono nel 1992 da un’idea di Stanislao Nievo, un esempio concreto del legame naturale tra poesia, letteratura, luoghi, gente e cultura, un progetto costituito da due elementi: cultura e turismo. Sono spazi e itinerari che ripercorrono i luoghi di vita dei grandi scrittori, luoghi che hanno ispirato le loro più importanti opere, possono comprendere ruderi, case, interni e centri storici. In tale spazio vanno tutelate le esperienze emozionali e professionali dell’autore, con attività che stimolino curiosità, attraverso percorsi sensoriali si intende maniere vivo il ricordo di molti autori e far provare, gustare, osservare tutto ciò che ha portato un autore a scrivere pagine storiche di letteratura entrando così all’interno della loro dimensione umana. La Sicilia è la patria di importanti scrittori che hanno lasciato un’impronta indelebile, nasce da qui, l’esigenza di rivalutare e preservare tutto ciò che di bello e’ stato prodotto, con l’apertura di Parchi Letterari.image I Parchi Letterari siciliani tracciano un itinerario storico-culturale segnato dalla vita e dalle opere degli scrittori che del territorio hanno fatto scenario delle loro narrazioni, della loro poesia. Uno dei Parchi siciliani attivi è il Parco Letterario dedicato a Giuseppe Tomasi di Lampedusa e comprende un vasto territorio della Sicilia occidentale, da Palermo, dove lo scrittore nacque e scrisse Il Gattopardo, si estende a Santa Margherita di Belice nello splendido palazzo Filangeri Cutò, dove trascorse l’infanzia e a Palma di Montechiaro, feudo di famiglia. Nato nel 2001, il Parco si pone l’obiettivo di suggerire un viaggio all’interno del mondo dello scrittore, alla ricerca dei luoghi descritti o solo evocati nella sua opera letteraria e soprattutto nel romanzo “Il Gattopardo”, che narra la storia del principe di Salina e della sua famiglia nella Sicilia dello sbarco dei Mille. Dal romanzo, pubblicato nel 1958 dopo la sua morte, che rappresentò un autentico caso letterario, trasse ispirazione il regista Luchino Visconti per girare (nel 1963) la versione cinematografica del romanzo, che ottenne il favore della critica grazie anche al cast d’eccezione, cui facevano parte Burt Lancaster, Claudia Cardinale e Alain Delon. Michele Anselmi, responsabile del Parco Letterario “Giuseppe Tomasi di Lampedusa” ha risposto ad alcune domande per illustrare meglio il concetto di Parco letterario.

Il Parco letterario può essere inteso come vero e proprio viaggio, con ospitalità, percorsi culturali e soste gastronomiche?

Si, il Parco letterario può essere inteso come viaggio. Un viaggio speciale che si svolge tra due mondi che continuamente si intersecano e si sovrappongono: il mondo reale, quello della vita dell’autore, della storia di un popolo e delle sue manifestazioni artistiche e culturali, e il mondo letterario creato dalla fantasia dell’autore. Questi due mondi si rispecchiano l’uno nell’altro e vengono raccontati e compresi insieme. In altre parole l’opera letteraria offre alcune chiavi interpretative per capire la realtà e viceversa la conoscenza del mondo reale con le sue manifestazioni offre chiavi interpretative per intendere meglio l’opera letteraria. Ma la comprensione intellettuale dei contenuti concettuali e dei loro nessi reciproci non è tutto. La fruizione dei contenuti culturali tipici di un parco letterario, passa anche attraverso la partecipazione alle emozioni suscitate dall’opera letteraria con il suo potere di suggestione. E siccome la lingua è il veicolo di queste suggestioni, la lettura (ben fatta!) di brani letterari nei luoghi e nei momenti giusti, è una componente essenziale del percorso culturale di un parco letterario. Ma dal punto di vista dei contenuti le suggestioni del testo letterario sono le più varie e possono essere sfruttate per arricchire il viaggio di esperienze che fanno leva su tali suggestioni. Il Gattopardo per esempio è un romanzo ricchissimo da questo punto di vista, e il film di Visconti ha contribuito in modo determinante a fissarne l’immaginario. L’organizzazione del viaggio può quindi prevedere di sfruttare tali suggestioni includendo nel programma, oltre alle passeggiate e escursioni letterarie nei luoghi legati all’opera e alla vita dell’autore (che costituiscono il cuore della proposta del nostro Parco letterario) anche altri percorsi culturali, particolari forme di ospitalità (es. in palazzi aristocratici) e esperienze gastronomiche che fanno riferimento all’opera letteraria. Le nostre proposte di tour nella Sicilia del Gattopardo offrono anche queste possibilità.image

Qual è il tipo di pubblico che partecipa agli eventi e visita il vostro Parco?

E’ il pubblico più vario con un denominatore comune : l’interesse culturale per la Sicilia, la sua storia, la sua letteratura. Si tratta in genere di persone di livello culturale medio-alto, che amano leggere (molte donne), qualche studioso, alcuni veri e propri pellegrini letterari che cercano un contatto intimo con il mondo dello scrittore. In genere sono turisti individuali, ma anche gruppi appartenenti ad associazioni culturali, università della terza età, circoli di lettura, istituzioni che si occupano della promozione della lingua e della cultura italiana all’estero, istituti di italianistica, ecc. Poi ci sono i gruppi scolastici che partecipano alle passeggiate e alle escursioni letterarie come momento di approfondimento di contenuti studiati in classe. Infine ci sono i residenti, quindi i cittadini di Palermo e del circondario che, soprattutto in estate, prendono parte alle passeggiate notturne proposte dal Parco settimanalmente . In questo caso all’interesse specificamente culturale per la storia e la cultura della propria terra, si associa il piacere di trascorrere una serata diversa: passeggiando all’aria aperta in compagnia e in un contesto storico-monumentale le cui suggestioni sono arricchite dai riferimenti letterari e dalle letture.

Come si svolgono gli appuntamenti dei vostri programmi?

Attualmente i nostri programmi prevedono esclusivamente passeggiate ed escursioni letterarie poiché da qualche anno non abbiamo più una sede aperta al pubblico (grazie all’ineffabile performance politico-burocratica del Comune di Palermo, che formalmente sarebbe il partner pubblico del Parco). Nella vecchia sede svolgevamo varie attività : conferenze, presentazioni di libri, serate di readings, serate musicali, centro di documentazione con una piccola biblioteca, proiezioni di video e documentari, serate teatrali (fra queste alcune con personaggi in costume ispirati al Gattopardo), ecc. Speriamo di riprendere queste attività in una nuova sede. Per quanto riguarda le passeggiate e le escursioni letterarie, il format è quello delle visite guidate con conduttore e gruppo di partecipanti, ma l’esperienza che così si realizza ha un carattere diverso. Il pubblico non è coinvolto solo in un percorso di osservazioni, informazioni e spiegazioni di tipo storico-monumentale, ma in una narrazione, in una storia che pur con molte digressioni, mantiene una sua unitarietà dall’inizio alla fine e rivela uno sguardo sul contesto storico-monumentale che è quello stesso dell’autore. In questa narrazione sono innestate le letture di cui dicevo. La formula delle passeggiate letterarie ha avuto successo. In particolare la passeggiata sul Gattopardo è segnalata in molte guide turistiche e la Lonely Planet la raccomanda come una delle cose da non perdere visitando Palermo. Riconoscimenti sono venuti anche dal mondo accademico per l’interesse e la qualità della nostra proposta. Per il resto il gradimento del pubblico è stato sempre molto alto.

Spesso si insegna a leggere i classici della letteratura, ma non ad amare quello che si legge. Quali strumenti bisognerebbe adottare per incentivare l’amore per la lettura?

Io credo che un buon insegnante sappia come far amare un’opera letteraria ai propri alunni (che poi ci riesca effettivamente dipende anche in buona misura dalle condizioni in cui si trova da operare, e naturalmente chi si trova di fronte). In condizioni “normali”, un bravo docente sa come creare curiosità, interesse e quindi piacere per la lettura vista come mezzo per accrescere la conoscenza del mondo e la consapevolezza di se stessi. Per questo ci vuole una specifica professionalità che non è fatta solo di competenze libresche, ma di intelligenza, sensibilità e capacità di ascolto e di attenzione. Ma soprattutto presuppone da parte dell’insegnante di avere chiaro il proprio ruolo e gli obiettivi che è chiamato a raggiungere. La scuola italiana ha molti buoni insegnanti, ma anche molti altri che non lo sono affatto. Ne dobbiamo dedurre che il sistema di selezione del corpo docente è largamente deficitario, inefficace e andrebbe ripensato completamente. Così come andrebbe ripensata l’organizzazione scolastica troppo condizionata da logiche estranee alla missione istituzionale della scuola. Tornando al punto di come avvicinare i giovani alla lettura, io credo che uno dei motivi di disaffezione e a volte di vero e proprio rifiuto che i giovani spesso mostrano verso la lettura consista nell’esperienza di vuota astrattezza che spesso si associa a questa attività e che determina nel giovane lettore un atteggiamento passivo e rassegnato che non può dare buoni frutti. In altre parole il mondo letterario resta distante, relegato alla sfera scolastica, non riesce a “parlare” ai ragazzi, non riesce a collegarsi al loro mondo vitale. Il Parco letterario può in effetti essere utilizzato come un nuovo e diverso strumento per superare questo gap e aiutare i ragazzi a “entrare in contatto” con il mondo della letteratura per poterlo capire più profondamente e avere quindi la possibilità di farlo proprio. L’espressione “entrare in contatto col mondo letterario” può essere utilizzata per definire la missione del Parco letterario almeno per il modo in cui io l’ho interpretata. La nostra esperienza con le scuole è stata in generale molto positiva e sono ormai diverse migliaia gli studenti che hanno preso parte alle nostre passeggiate ed escursioni letterarie. La maggior parte studenti siciliani, ma non sono mancati studenti provenienti dal centro e dal nord d’Italia, ed anche qualche centinaio di studenti francesi, quando qualche anno fa, Il Gattopardo era stato incluso nel programma di esami di maturità in Francia.

Katya Maugeri

Passeggiate e escursioni storico-letterarie

1)     “Passeggiando con il Gattopardo” – passeggiata dedicata a Giuseppe Tomasi di Lampedusa, si svolge alla Kalsa l’antico quartiere arabo dove Tomasi visse negli ultimi anni, e dove si trovano diversi siti citati nel Gattopardo e utilizzati da Visconti per il set cinematografico. Attraversando il quartiere della Kalsa strade, piazze, chiese, palazzi, scorci paesaggistici offrono altrettanti spunti per un discorso sul Gattopardo e su Lampedusa in cui letteratura, biografia, costume e storia della città e della Sicilia sono altrettanti fili che continuamente si intrecciano in un gioco di rispecchiamenti che illumina da varie angolazioni il significato dell’opera e immerge l’ascoltatore nell’atmosfera del romanzo. Itinerario : Piazza Marina, Vicolo della Neve, Via Alloro, Cortile della Gancia, Palazzo Chiaromonte, Chiesa della Catena, Porta Felice, Mura delle Cattive, (versione completa : Piazza Croce dei Vespri, Piazza Rivoluzione, Palazzo Mirto)

2)     “Tra le due case del Principe” – L’itinerario ripercorre gran parte dei luoghi del centro storico di Palermo che fanno da sfondo a episodi del romanzo, si svolge attraverso i due quartieri marinari, la Loggia e la Kalsa, e congiunge le due estreme dimore dello scrittore: la casa di via Lampedusa, in cui Giuseppe era nato nel 1896 e che fu costretto ad abbandonare dopo i bombardamenti del ’43, e la casa di via Butera, l’ultima in cui visse e dove immaginava che sarebbe morto. Fra questi due estremi  si svolge il percorso denso di riferimenti all’opera letteraria di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Sul canovaccio narrativo che integra notizie storiche, biografiche e di costume sono innestate le letture espressive di passi scelti tratti da I Ricordi d’infanzia e da  Il Gattopardo (parti : I, VI, VII).   Percorso : Piazza XIII vittime, Via Cavour, Via Lampedusa, Via Bara, Via Valverde, Via dei Bambinai, Piazzetta  Meli, Piazza San Domenico, San Giacomo alla Marina, la Cala, la Chiesa della Catena, Porta Felice, Mura delle Cattive. Durata : circa 2 ore e mezza.

3)     “La marina di Palermo e i viaggiatori del Grand Tour” – Le suggestioni letterarie dei viaggiatori stranieri che a partire da metà del 700’ scoprirono Palermo inserendola nel loro Grand Tour, sono il filo rosso di questa passeggiata letteraria che si svolge tra verde e mare, nel meraviglioso scenario del golfo di Palermo, lontano dal traffico ma perfettamente al centro dello spirito della città, e lungo quella che per secoli fu “la passeggiata a mare”, rito mondano che tanto attraeva e incuriosiva i viaggiatori stranieri come Patrick Brydone – Johann Wolfgang Goethe – Michael Johann de Borch – Joseph Hager – Johann Heinrich Bartels – Dominique Vivant Denon – Henry Swinburne – Karl Ulysses von Salis de Marschlins – Jean Houel – Eugène Viollet Le Duc – Alexandre Dumas – Guy De Maupassant – Gaston Vuillier – Anatole France – Andrej Belyi

4)     “A Palermo con uno dei Mille” – La presa di Palermo del 27 maggio 1860 e i primi giorni del governo di Garibaldi vengono rievocati attraverso la visita ai luoghi che furono teatro degli avvenimenti, il racconto dei fatti ricostruiti dagli storici e la lettura delle testimonianze letterarie dei protagonisti. Fra questi lo stesso Garibaldi, Giuseppe Bandi, Alberto Mario, Ippolito Nievo e soprattutto Giuseppe Cesare Abba, ma anche il siciliano Giacomo Fazio, un picciotto di Alcamo. Mentre il punto di vista popolare viene colto nei testi dei canti popolari che nacquero in quelle circostanze, quasi come contrappunto polemico ed espressione di un’ esperienza vissuta ai margini del mondo ufficiale. L’obiettivo della passeggiata è quindi duplice: da un lato “leggere” la città attraverso la sua storia, dall’altro far riemergere attraverso i luoghi, le letture, i commenti e le considerazioni più generali, il senso complesso di quegli avvenimenti, ancora così importanti per la nostra storia e la nostra identità. Itinerario : Giardino Garibaldi a Piazza Marina, Cortile della Gancia, Prato a Mare (Foro Italico), Porta Reale, Piazza Kalsa, Spasimo, Piazza Magione, Via Garibaldi, Porta Termini, Piazza Rivoluzione, Corso Vittorio Emanuele, Quattro Canti, Piazza Pretoria.

5)     “Palermo nello sguardo di Leonardo Sciascia : la città di fine ‘700 e il Consiglio d’Egitto” – Dal Prato a mare fino al Piano di Santa Teresa fuori Porta Nuova, lungo l’asse più antico della città, l’itinerario attraversa la Palermo di fine ‘700 vista con gli occhi di Leonardo Sciascia nel suo romanzo storico “Il Consiglio d’Egitto”. La storia dell’arabica impostura, ricreata letterariamente da Sciascia e rievocata nel corso della passeggiata, è una delle vicende palermitane più incredibili, ma allo stesso tempo emblematiche del rapporto tra verità e potere. La passeggiata è anche l’occasione per rivisitare, seguendo Sciascia, un periodo della storia cittadina che ha visto Palermo trasformarsi profondamente nell’assetto urbano, nelle espressioni artistiche e culturali e nello stesso funzionamento della società, per assumere una fisionomia che è ancora in gran parte leggibile.

6)     Alla scoperta della Kalsa tra arte, storia e letteratura. La passeggiata attraversa i luoghi più significativi del quartiere che nei suoi oltre mille anni di vita è stato teatro di avvenimenti fondamentali per la storia della città, della Sicilia e anche dell’Italia. Un quartiere in cui le aspirazioni, i valori, i gusti e i modelli di vita dei palermitani, nelle varie epoche, hanno trovato espressioni d’arte e di architettura fra le più notevoli in città, e in alcuni casi hanno fatto scuola, inaugurando stili e gusti nuovi in Sicilia. Fra i maggiori esempi di architettura religiosa e civile : la chiesa medioevale di San Francesco, un vero scrigno di memoria storica e di opere d’arte di tutte le epoche; il trecentesco Palazzo Chiaromonte, simbolo del potere baronale; le chiese e i palazzi del primo cinquecento (come la Chiesa della Catena e il Palazzo Abatellis) in cui si può cogliere l’ultima straordinaria fioritura del gusto gotico e il primo affiorare della nuova estetica rinascimentale; e poi le chiese, gli oratori, i palazzi nobiliari del periodo barocco (Santa Teresa, Santa Maria della Pietà, Palazzo Mirto, l’oratorio di San Lorenzo) che ancora oggi con la loro enfasi e il loro fasto caratterizzano in gran parte il paesaggio urbano nel centro storico. Un quartiere, infine, che ha suscitato la curiosità e l’interesse di tanti viaggiatori che l’hanno ricordato nelle loro note di viaggio, e che nel recente passato ha ispirato pagine indimenticabili di grandi autori come Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Leonardo Sciascia, ed altri. Ed è qui infine che Luchino Visconti ha girato alcune memorabili sequenze del suo Gattopardo. E’ dunque anche attraverso lo sguardo di questi autori che la guida condurrà il visitatore alla scoperta affascinante della Kalsa.

 

Escursioni

Viaggio a Donnafugata

Per Giuseppe Tomasi , Palma di Montechiaro e Santa Margherita di Belice rappresentano le radici feudali della sua famiglia. Palma, la cui storia è intimamente legata a quella dei Tomasi, è la terra degli avi paterni che ancora esprime nei suoi monumenti barocchi la temperie mistica dei suoi fondatori. Santa Margherita è legata invece alla amata figura materna e ai dolci ricordi dell’infanzia felice. Nel Gattopardo questi due luoghi si fondono in una felice sintesi letteraria e artistica dando luogo all’affascinante mondo di Donnafugata.

L’escursione si propone dunque di esplorare questo mondo fantastico, risalendo attraverso il racconto della storia di quei luoghi, delle vicende familiari e personali dell’autore, alle fonti di ispirazione del romanzo ancora oggi leggibili nei monumenti, nei paesaggi, nelle atmosfere di questa parte di Sicilia.

L’escursione

Si parte presto di mattina alla volta di Palma di Montechiaro dove si arriva dopo circa 2 ore e mezza. Nel centro storico di Palma si visitano il monastero benedettino con la deliziosa chiesetta, dove il tempo sembra essersi fermato e dove ancora le monache preparano quegli stessi mandorlati che nel Gattopardo la madre badessa offriva al principe durante le sue visite; il severo palazzo ducale con i suoi soffitti lignei nelle cui decorazioni dipinte si esprime tutto il mondo di valori in cui il Duca Santo si riconosceva; e infine la Chiesa Madre con le sue colonne tozze di marmo rosso citate nel Gattopardo e che conserva nella sagrestia gli antichi registri della città e i ritratti degli antenati di Giuseppe Tomasi e di altre personalità importanti per la terra di Palma.

Pranzo in una trattoria tipica del paese con alcune specialità del luogo.

Dopo pranzo si riparte per Santa Margherita dove si arriva in meno di 2 ore. A Santa Margherita si trovano molti luoghi ricordati da Tomasi nei suoi Ricordi d’infanzia e che nel Gattopardo vengono ricreati letterariamente nel palazzo e nel giardino di Donnafugata. La visita al palazzo Filangeri-Cutò, oltre al teatro e al giardino, include un piccolo museo di oggetti tomasiani con la stanza delle cere in cui con effetti multimediali viene rappresentata la vicenda e il significato del romanzo.

Scrivi