CATANIA − “Il 9 settembre scorso, giornata di maltempo funesto per gran parte della Sicilia orientale, per ore l’utenza è rimasta incollata al telefono per cercare di parlare con un operatore vigile del fuoco senza riuscirci. Era forse difficile prevedere qualche centralinista in più?”
Lo chiede a gran voce il Coordinamento dei Vigili del fuoco di Catania, che in una lunga nota firmata dal coordinatore Salvatore Di Dio, insieme al segretario generale di FP Cgil Gaetano Agliozzo, e al segretario provinciale Armando Garufi, sottolinea come “al primo acquazzone stagionale il territorio di Catania e provincia è stato messa a dura prova. I disagi e le imprecazioni di molti cittadini sono spesso captate dal parafulmine della macchina del soccorso che, speriamo, non diventi capro espiatorio di una organizzazione oramai ridotta all’osso, da anni di ristrettezze e “revisioni di spesa” istituzionali”. Il Coordinamento dei Vigili del fuoco Fp Cgil e i rappresentanti sindacali segnalano inoltre, che “erano poche le squadre in tutta la provincia ed anche in città. Centinaia le chiamate e le richieste d’intervento; alcune anche urgenti e con allarme di pericolo di vita. Probabilmente, qualche squadra in più, a tempo debito, avrebbe fatto rischiare meno la popolazione e gli stessi operatori del soccorso”.

“La congiuntura è tragica – prosegue la nota − sebbene a Roma nuovi aspiranti Vigili del fuoco abbiano iniziato un corso di formazione, prima di marzo non saranno destinati ai Comandi; in ogni caso il loro numero è lungi dal colmare la carenza d’organico in atto a Catania.
Ricordiamo l’impossibilità di aprire il Distaccamento Catania Nord a San Giovanni Galermo, proprio per mancanza di personale: un enorme spreco di risorse immolate ad un’inefficienza amministrativa centrale, incapace di programmare e bloccata da anni di immobilismo legislativo e giudiziale, conseguenze queste dovute all’applicazione di una legge di ordinamento sbagliata e rigida.
Al Comando noi oggi chiediamo: dove sono i Dispositivi di Protezione Individuale per scenari d’acqua, per la squadra di soccorso. Dobbiamo aspettare che accadano disgrazie prima di acquistarli? Prima di formare il personale?
Vorremmo affrontare questi fenomeni naturali con più tranquillità e la certezza di poter lavorare tutelati, e la consapevolezza di aver dato aiuto alla popolazione.
L’antropizzazione del clima e le sue manifestazioni sempre più violente, diventeranno normalità nel nostro nuovo rapporto con la natura. La crescita culturale e tecnica di un Corpo come i Vigili del fuoco deve tenere in considerazione questi fenomeni, investendo in attrezzature, mezzi e formazione che, ad oggi, sono piuttosto carenti se non assenti; almeno qui a Catania.
Chiediamo risorse aggiuntive per richiami straordinari, per dotarci di squadre supplementari e assicurare una migliore e professionale risposta all’utenza, in occasione di allerta meteo, che riguarderanno il nostro territorio. Chiediamo risorse per la formazione e l’acquisto di attrezzature adeguate ad affrontare contesti operativi alluvionali, affinché l’acqua e i pericoli che porta con se, non diventino terreno di difficoltà per il soccorso. È arrivato il momento di convogliare i soldi pubblici al loro giusto posto: nei bilanci per la sicurezza e il rilancio dell’economia, e non nelle tasche dei soliti privilegiati”.

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