di Daniele Lo Porto

CATANIA – L’ “Operazione simpatia” è finita, dopo sei mesi di ricchi premi e cotillon, sotto forma di buoni parcheggio per gli amici degli amici. Dal sorriso stirato al ghigno spontaneo. Lorena Virlinzi si è trasformata: il piatto piange e non è più tempo di buonismo di circostanza. Il parcheggio interrato di piazza Europa, il buco con l’ex piazza intorno, non rende come dovrebbe, il business plan è in rosso e la struttura, aperta dopo quattro anni di lavori fermi a causa della lentezza della giustizia catanese, è semisconosciuta dai cittadini o accuratamente evitata. Forse la prova di forza con due sindaci compiacenti (Scapagnini e Stancanelli) non è andata giù alla città. La piazza era sicuramente degradata, pur essendo una delle più belle della città, ma da qui a trasformarla in un aiuola di contorno al cemento made in Virlinzi ce n’è voluto di coraggio.

 

10484501_4543223514074_2815782166757405763_nL’imprenditrice figlia d’arte mastica amaro e punta l’indice accusatore contro l’amministrazione cittadina, Enzo Bianco cioè, distratto nei suoi confronti e  con gli automobilisti indisciplinati. «È bastato monitorare l’area circostante alla piazza per raccogliere un dato disarmante: in una sola settimana abbiamo contato 2.200 auto in sosta irregolare, in zone vietate o fuori dalle aree a pagamento. Non meno indicativo è il dato relativo al Parcheggio che, in sei mesi, ha registrato l’ingresso di sole 7mila automobili. A completare il quadro è l’area parcheggio presente lato mare, in piazza Sciascia», è scritto in un comunicato, che continua: “..Ha parlato di civiltà, di buon senso, ma soprattutto di collaborazione Lorena Virlinzi, riferendosi in particolare all’atto di convenzione con il Comune di Catania per la concessione della progettazione esecutiva, costruzione e gestione del Parcheggio che prevede una serie di obblighi «mai adempiuti», ha sottolineato la Virlinzi, elencando nello specifico quanto riportato nell’art. 11 comma 3 della convenzione datata 2005: «Promuovere tutte le iniziative opportune per consentire la regolamentazione della sosta superficiale, da concordarsi preventivamente con il concessionario e disciplinate da apposita convenzione, ivi compresi a titolo esemplificativo interventi di rimozione dei veicoli siti in violazione alle norme del codice della strada; inibire in maniera assoluta il parcheggio lungo la Via Alcide De Gasperi, Piazza Europa, Via Asiago (nel tratto da Piazza Europa fino a Via Messina) e viale Ruggero di Lauria». Dopo vani solleciti «la scelta di rivolgerci al Tar – ha continuato Virlinzi – per veder riconosciuti i nostri diritti».  In sostanza, secondo la convenzione redatta durante la gestione Scapagnini, i vigili urbani dovrebbero trasformarsi in buttadentro”:  perseguire cioè gli automobilisti  indisciplinati e, di fatto, spingerli verso il parcheggio privato a pagamento, che ha una tariffa…concorrenziale di un euro l’ora. Le carenze d’organico dei vigili urbani sono note a tutti, forse non alla signora Virlinzi, che pretende, in base ad una convenzione, che riteniamo assurda, che pattuglie e autogru circolino nell’area di piazza Europa per verbalizzare e rimuovere le autovetture in sosta vietata. Cioè, che la polizia municipale adempia ai suoi compiti d’istituto, ma in quell’area più che altrove, solo per garantire un interesse privato. Da restare allibiti, se non fossimo a Catania.

“Chiediamo soltanto ciò che ci spetta, per garantire il normale svolgimento di un’opera nata con l’obiettivo di offrire un servizio funzionale e moderno, così come avviene in tutte le città europee», conclude la Virlinzi Jr, a capo di un’impresa in grado di realizzare una così bella e funzionale struttura, ma non di restituire alla statua della Madonnina (forse ritenuta ospite sgradita) la sua colonna, dopo mesi e mesi di oltraggioso impacchettamento, e l’orientamento originario, con lo sguardo rivolto al mare.

 Daniele Lo Porto

 

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