Da tempo si attendeva un’invenzione del genere, da tenere sott’occhio gli sviluppi e le varie applicazioni.

di Alberto Molino

È stato sviluppato alla Vienna University of Technology e si chiama “Virtualizer”. Si tratta di una piattaforma fisica per camminare all’interno di mondi virtuali e la sua applicazione, oltre che nel gaming, potrebbe essere molto utile in ambito medico, per esempio per la riabilitazione di pazienti con difficoltà motorie, e in ambito artistico o museale per l’esplorazione simulata di scenari di epoche passate realmente esistiti, riprodotti attraverso la computer grafica e virtualmente visitabili dai turisti.

L’apparecchio è formato da un disco di metallo roteante (la base su cui camminare, cioè il finto pavimento), al quale sono agganciati tre pali inclinati che sostengono delle robuste cinture per tenere fermo l’utente. Grazie all’abbinamento con uno speciale visore per la realtà virtuale, soprannominato “Oculus Rift”, una persona ha poi l’impressione di passeggiare, correre e saltare come se lo stesse facendo realmente. In verità i gesti sono sì compiuti dall’utilizzatore di Virtualizer, ma senza che quest’ultimo si sposti fisicamente dalla propria posizione, merito delle cinture che lo ancorano saldamente alla base girevole di metallo discoidale.

Ma non è finita qui. La strumentazione implementa alcuni sofisticati sensori di rilevamento dei movimenti in grado di riprodurre, secondo un perfetto rapporto 1:1, gli spostamenti degli arti superiori e inferiori e in generale dell’intero corpo umano.

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Anche se esiste già, purtroppo attualmente si tratta di un prototipo, ma uno degli inventori, il professor Hannes Kaufman, è fiducioso nella commercializzazione del suo nuovo ritrovato tecnologico nel corso del 2014. Sicuramente, una tecnologia del genere potrebbe essere assai appetibile per le grandi industrie produttrici di console per videogame.

Alberto Molino

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