di Alessandro Famà 

VITTORIA – La Guardia di Finanza di Vittoria ha sequestrato un’area, abusivamente adibita a cava, dell’estensione di 6.500 metri quadri, diverse migliaia di metri cubi di sabbia già estratta, ponendo i sigilli anche ai mezzi di lavoro, due camion ed un escavatore. Nel provvedimento è coinvolta anche un’azienda vittoriese di movimento terra il cui rappresentante legale, oltre ad altri tre soggetti vittoriesi, è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Ragusa per aver creato una cava abusiva di estrazione di “calcarenite”, una sabbia di tipo calcareo molto utilizzata nel settore dell’edilizia.

2I finanzieri, durante un’attività di controllo del territorio nella zona compresa tra Comiso e Vittoria, sono stati allertati dai sospetti movimenti di un camion carico di materiale sabbioso. Hanno così fatto accesso nel fondo rurale, dove il mezzo pesante era diretto, fino ad accorgersi della presenza di un grande sbancamento creato su una collina. Sul posto è stato sorpreso un escavatore in piena attività, intento a prelevare sabbia di tipo calcareo, appunto la cosiddetta “calcarenite”, dalla collina riponendola poi all’interno del cassone di un altro mezzo pesante presente sul piazzale. Avendo il sospetto che l’attività fosse svolta illecitamente, i militari della Tenenza di Vittoria sono intervenuti richiedendo le autorizzazioni per l’attività di estrazione. Queste erano inerenti esclusivamente lo sbancamento di quella parte di collina per il successivo ripianamento di un’adiacente valle che, al contrario, non era stata riempita. Tutto il materiale sottratto infatti era destinato ad una vicina azienda di movimento terra dove sono stati rinvenuti circa 4 mila metri cubi di calcarenite già estratta e pronta per la vendita agli operatori del settore edilizio.3

I soggetti presenti sul posto, ovvero il titolare dell’azienda di movimento terra ed il suo dipendente, non sono stati in grado di giustificare l’attività svolta, alla stregua dei proprietari del terreno, due fratelli vittoriesi di 68 e 48 anni. Al termine dell’attività è stato contestato il reato di estrazione abusiva di minerali al rappresentante legale della società di movimento terra, all’autista dei mezzi e ai due fratelli proprietari del terreno. I due camion, l’escavatore, la sabbia calcarea già sbancata e l’intera area adibita a cava, sono stati, invece, sottoposti a sequestro. Le indagini sono seguite dal pubblico ministero della Procura di Ragusa Monica Monego.

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