Capitan Platania ospite nella notra redazione: “Non sarà facile, ma possiamo raggiungere questo obiettivo”.

di Gianluca Virgillito

Può essere la stagione giusta per la Domusbet Catania beach soccer, impegnata dal prossimo 1 agosto al Lido Azzurro per le finali scudetto, l’annata in cui si torna a vincere, facendo i dovuti scongiuri. Ma i numeri parlano chiaro e raccontano di una squadra, quella di Alexandre Soares, capace di chiudere il girone B del campionato di Serie A da imbattuta, con sette vittorie in altrettante partite; parla di un gruppo che ha realizzato il numero maggiore di segnature (46) e il minor numero di reti subite (15), portando in classifica cannonieri, al secondo posto, Rodrigo, con un bottino di tredici centri. Il dinamismo e l’estro dei sudamericani, tra cui Fred, Be Martins, lo stesso Rodrigo è stato accompagnato, in un mix perfetto, dall’esperienza e dal pragmatismo degli italianissimi nazionali Zurlo, Del Mestre e Platania, il capitano rossazzurro, bandiera di questa squadra.

10571972_10152445559172740_2914070820806216617_oProprio il veterano centrale catanese è venuto a trovarci in redazione, per raccontarci questa stagione, in vista delle cruciali finalissime della final eight.

-Capitan Platania, ci siamo! Le partite decisive stanno per bussare alla porta. Tra l’altro si giocheranno a Catania, così come si è giocata l’Euro Winners Cup e la prima tappa dell’Euro League. È bello vedere Catania al centro del movimento del beach soccer.

“Si, è vero. Quest’anno la Domusbet Arena beach stadium è stata il palcoscenico di diverse manifestazioni. Di questo va dato merito alla nostra società, che ha lavorato sodo per far sì che Catania fosse il centro delle manifestazioni legate al beach soccer, è una grande soddisfazione ospitare squadre estere e, soprattutto la Nazionale”.

-A proposito di Nazionale, Peppe. Tu sei un baluardo della difesa azzurra di mister Esposito, con 97 presenze all’attivo e il traguardo dei cento gettoni a portata di mano. Hai avuto la possibilità di giocare qui a Catania, nella tua terra, la prima tappa, che per voi azzurri è stata un successo con tre vittorie in altrettante partite e che per te ha visto un tifo particolarmente caloroso dalle tribune.

“Diamoci la verità – sorride – il tifo è tutto merito della mia compagna e di qualche amico. A parte gli scherzi, giocare con la nazionale è già un vanto, ricordo il mio esordio nel 2008 ai Mondiali di Marsiglia: una grande emozione. Lo è a maggior ragione giocare con questa maglia davanti alla gente con cui sei cresciuto, nelle spiagge della propria città”.

-Adesso è arrivato il momento della verità. Ci sono le partite decisive per l’assegnazione del tricolore. La squadra è stata costruita con l’obiettivo di vincere. Sentite la pressione in campo?

“Sicuramente si, la pressione c’è e si fa sentire parecchio visto che è da tanto che non riusciamo a vincere, con gli obiettivi che sfumavano all’ultima partita . L’aver primeggiato nel girone, quest’ anno, ci fa ben sperare. L’ultima volta che l’ abbiamo concluso da imbattuti le cose sono andate bene, nel 2008, con la vittoria finale. Spero sia di buon auspicio. Comunque sia la società, con il presidente Bosco in testa, ha fatto tanti sforzi per costruire questa squadra, nella speranza che possa essere l’ inizio di una striscia vincente, quindi è nostro dovere dare tutto per raggiungere questo risultato. Non sarà facile, ma possiamo raggiungere quest’obiettivo”.

-Hai parlato degli sforzi fatti dal presidente Giuseppe Bosco quest’anno per riuscire a vincere. Uno di questi è stato l’ingaggio di un mister estremamente famoso nell’ambiente del beach soccer: il “genio” Soares. Cosa ha portato di nuovo, diverso, rispetto agli altri allenatori che sono stati qui?

“Soares è, a mio modo di vedere, un grandissimo allenatore. Non per niente in Brasile è l’allenatore capo di questo settore. Ha vinto qualcosa come 75 partite consecutive.. un mostro sacro. Qui a Catania ha sostanzialmente portato una cosa: la cultura del beach soccer. Il suo modo di fare calcio, dagli allenamenti, al modo di affrontare la partita: ci ha sicuramente dato una grossa mano, così come i giocatori brasiliani che ha portato con sè. Quest’anno abbiamo cambiato 8/9 giocatori in organico, non era facile amalgamare il tutto e costruire in breve tempo una squadra vincente”.

-Di tutti questi nuovi arrivati, c’è qualche giocatore che ti ha colpito particolarmente?

“Rodrigo. È un giocatore fortissimo, giovane, che fa cose eccezionali e può ancora crescere. E poi lo invidio.. ha dodici anni in più di me! Anche Gabriel mi ha impressionato, come giocatore e soprattutto come uomo, e poi Fred.. che parla il dialetto siciliano meglio dell’italiano”.

-Insomma, si gioca e ci si diverte. Venerdì arriva la Sambenedettese, un avversario tosto. Ci sono squadre che temete particolarmente?

“Guarda, anche per i precedenti continui ti direi che l’avversario numero uno è il Terracina, con cui abbiamo giocato tantissime partite. Sono una squadra ostica ma averli battuti nell’ultima gara e con un punteggio che non lascia spazio a commenti è un buon segno, anche il Viareggio è molto forte. Per il resto credo che in questa fase nessuna squadra sia da prendere alla leggera, non ci sono compagini sicuramente destinate ad uscire: sarà una bella lotta. Per quanto riguarda la Sambenedettese quindi non sarà una passeggiata, però loro verranno dall’impegno del giorno prima, in supercoppa, potrebbero essere stanchi.. vedremo. Noi dobbiamo pensare a noi stessi e alle nostre potenzialità. Se saremo bravi, vinceremo”.

-Anche quest’anno, tra campionato e competizioni con la nazionale  hai viaggiato nelle spiagge del mondo. Qual è la cassa di risonanza del beach soccer  fuori e rispetto ai nostri confini?

“Ti posso dire che ho visto stadi con venti/trentamila spettatori: uno spettacolo incredibile. Ci sono posti che, vuoi per cultura, vuoi per logistica, fanno del beach soccer il primo sport del loro paese. Qui a Catania devo dire che nei momenti decisivi la gente si è fatta sempre sentire, è uno sport che si sta diffondendo”.

-Vuoi fare un appello per chiamare a raccolta la gente all’Arena per questo weekend di grande beach soccer?

“Onestamente non credo ce ne sia bisogno. Sono sicuro che la gente accorrerà, visto anche l’ottimo lavoro in questi anni da parte della società”.

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