L’ex centro commerciale ormai da anni è un’area degradata dove resistono pochi uffici. Un omicidio ha riacceso i riflettori.

CATANIA – Una lite per futili motivi terminata in tragedia riaccende i riflettori sul parco Aldo Moro: Vulcania, l’ex centro commerciale è luogo dell’omicidio di un senzatetto polacco, Waldemar Czeslaw Wielguszewski, avvenuto qualche settimana fa nei pressi dell'”inviolabile” zona clandestina. L’assassinio si è verificato in seguito a un’aggressione da parte di un altro “residente” di origini marocchine, Abderrahim Kasimi, il quale pretendeva abitualmente dal compagno «vino e sigarette.» Lo choc della vicenda ha risvegliato l’opinione pubblica che ritorna in cerca di risposte sulla decennale questione.

vulcania2Inaugurato nel 1980 e visitato nel ’94 dall’ex Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, con 48 esercizi commerciali per 60 box disponibili, l’odierno “mostro di cemento” era allora considerato un gioiello nel cuore della zona altolocata di piazza Aldo Moro; una ricchezza ineguagliabile del centro cittadino e identificato come “l’antesignano dei centri commerciali catanesi”. Eppure, la crisi degli anni ’90 indusse i vari proprietari e condomini ad abbandonare lentamente l’edificio a sé stesso e successivamente alla sua metamorfosi in “hotel” gratuito di clochards e migranti. Le condizioni di decadimento della struttura, infatti, negli ultimi anni hanno dato l’opportunità ai senzatetto di trovare una dimora di loro illegittima proprietà, causando preoccupazione ai residenti nell’area e ai dipendenti dei pochi uffici e botteghe sopravvissuti. Nonostante i ripetuti, ma insufficienti, interventi di recupero e di sgombramento lo stato delle cose non sembra essere migliorato: opinioni, queste, provenienti dall’area dell’ufficio anagrafe della III Municipalità di Catania, il cui presidente, Salvatore Rapisarda, ha rilasciato un’intervista sull’attuale circostanza.

  • L’omicidio ha nuovamente aperto la questione da lungo tempo discussa sul fatiscente ex centro commerciale. Quando crede avverrà un sostanziale “cambiamento di rotta” e di sostituzione dell’ immagine negativa tutt’ora presente?

«Sono sicuro che avverrà a breve, per una serie di motivi legati in primis alla divisione in due ali del centro di Vulcania: l’ala dell’ex centro commerciale è tutt’ora funzionante, seppure abbandonata fino all’ultimo box. Tra i problemi, però, più rilevanti di questa zona, sono stati segnalati quelli del piano parcheggio mancante, il quale, in ogni caso, sarebbe comunque occupato in parte dai soli proprietari delle botteghe; un secondo problema, invece, relativo all’assenza di manutenzione insistente per gli impianti di illuminazione in un luogo raffinato dal punto di vista politico-urbano. Per questo, in collaborazione con le associazioni cinofile, si è proceduti già da tempo alla realizzazione del parco per bambini e dell’area di sgambamento per cani di notevole successo. Per quanto riguarda, invece l’ala degli uffici, stiamo cercando di organizzare da tempo incontri con aziende e persone che possano far rinascere questa struttura. Il problema è che la zona, lasciata al degrado totale, è continuamente assaltata non solo da extracomunitari ma anche da comunitari come, per l’appunto, nel caso del recente omicidio del migrante polacco; persone nei confronti delle quali le forze dell’ordine non possono fare molto.»

  • Dagli ultimi resoconti degli inquirenti è emersa la sempre più drammatica situazione di precarietà dei senzatetto. Secondo molte opinioni, la situazione rischia di diventare ancora più grave, specialmente per la “non volontà” degli stessi migranti di essere ammessi ai centri di ricovero e di cura per persone disadattate e, il più delle volte, senza regolare permesso. Quali sono le considerazioni e gli appelli promossi dalla Terza Circoscrizione in merito?

«Noi dal canto nostro abbiamo già promosso una serie di sollecitazioni nei confronti di queste persone disagiate le quali però, come ci riferiscono i corrispondenti del centro sociale di competenza, hanno rifiutato più volte gli aiuti dei volontari nell’essere ammessi in strutture pubbliche e certamente di tutela. È chiaro che ciò sia dovuto sopratutto per difendere le tipiche “condizioni lavorative” (come i lavavetri al semaforo), preferendo, così, seguire i propri orari giornalieri, piuttosto che sottostare a quelli proposti dalle associazioni stesse; un problema che neanche la polizia può risolvere, un problema derivante dalla legge nazionale lacunosa e, secondo il mio parere, ridicola.»

  • In una sua recente dichiarazione ha espresso che «Abbiamo provato a programmare interventi di diverso tipo, ma con le poche risorse a disposizione del Comune possiamo fare ben poco – aggiungendo che la situazione del parco è «leggermente migliorata.» Ad oggi, si registrano avanzati punti di sblocco, anche a livello di destinazione strutturale?

«Purtroppo, nonostante i nostri interventi, senza i fondi rilasciabili dal Comune continueremo a vivere in una situazione di stasi. Non c’è il personale di pertinenza, non c’è più agevolazione economica per i servizi sociali da almeno dieci anni, non c’è la possibilità di rimpinguare i fondi neanche per lo sport in generale. L’augurio che tutti ci facciamo, quindi, è che l’Amministrazione riesca ad azzerare al più presto l’addebitamento e mettersi d’accordo su come eliminare assieme il problema.»

Spesso il condominio non ha i fondi per sostituire, per così dire, neanche “una lampadina”, ha inoltre affermato il presidente, e ciò costituisce un problema che non può essere ricondotto alla sola Amministrazione, la quale da tempo adopera una politica dei fitti passivi e del taglio del personale indirizzati anche alla Circoscrizione. Il Comune, d’altronde, non può comprare l’intera struttura, o per lo meno, non in questo momento di estrema difficoltà. Pare, però, che l’ultima bottega, il bar chiuso ormai da circa quattro mesi, sia stata rilevata da un coraggioso imprenditore per realizzare un’attività di ristorazione, di creatività per giovani, come i campi da basket ed altro, un’attività aperta h24; il tutto, nella speranza di incentivare soluzioni di ripristino e bonificare definitivamente la zona circostante: manovre senz’altro accompagnate dalla pulizia garantita dalle forze dell’ordine. Il bilancio, al più presto, dovrebbe permettere di attivare l’intero progetto, compresa la parte dedicata al playground. Nondimeno, il pensiero comune dei cittadini, soprattutto dei residenti e dei commercianti, resta però quello di lamentela nei confronti dell’Amministrazione comunale, la quale “dovrebbe occuparsi maggiormente della struttura esterna, dei muri, del tetto e delle scale”, anche se “non pare voler affrontare realmente la questione.”

Andrea Battaglia

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