Un omaggio alla Sicilia di Domenico Modugno: questo vuole essere “Malarazza”, lo spettacolo che prende il titolo da uno dei capolavori dell’autore di “Nel blu dipinto di blu”. Il concerto vede in campo tre cantautori isolani del calibro di Mario Incudine, Kaballà, Tony Canto. L’appuntamento è per il 22 luglio alle ore 21, en plein air, a Palazzo Platamone nella Corte intitolata a Mariella Lo Giudice. Realizzato in collaborazione dal Comune e dal Teatro Stabile di Catania, l’evento è stato presentato oggi dal presidente Nino Milazzo e dal direttore Giuseppe Dipasquale e si inserisce nel programma dell’Estate catanese.
Si parte dunque dalla leggenda del Modugno “siciliano”, il cantaUtore che fingendosi appunto siciliano si calòcon tale immedesimazione nella realtàdell’isola da diventarlo veramente. Lo conferma questo viaggio inedito e affascinante attraverso tutto il suo variegato repertorio in dialetto siciliano: una reinterpretazione dei brani piùrappresentativi e popolari (da “Malarazza”a “U pisci spada”, da “Amara terra mia”a “La donna riccia”), ma anche di quelli piùdi ricerca e meno noti.
Sul palco per la prima volta insieme tre musicisti diversi per storia artistica e caratteristiche vocali, ma uniti in questo originale progetto dall’amore per l’isola e dalla comune forza interpretativa. Nell’esibizione dal vivo saranno accompagnati da Antonio Vasta (fisarmonica, organetto e zampogna a paru), Antonio Putzu (fiati), Pino Ricosta (basso), Manfredi Tumminello (chitarra acustica), Salvo Compagno (percussioni).
Cantante, attore, ricercatore, musicista e autore di colonne sonore, Mario Incudine èuno dei personaggi piùrappresentativi della nuova world music italiana. Lo ha fatto con il suo primo lavoro discografico “Terra”, con “Abballalaluna”, “Anime Migranti”, “Beddu Garibaldi”e nel giugno 2012 con il cd “Italia Talìa”, distribuito da Universal Music con la produzione artistica di Kaballàe Mario Saroglia.
Il compositore siciliano Pippo Rinaldi, in arte Kaballà, partecipa nel 1991 al Festival Tenco e l’anno seguente èospite al Premio Recanati. Ha scritto su musica di Nino Rota il testo in siciliano della serenata “Brucia la terra”cantata da Al Pacino per il film “Il padrino III”di Francis Ford Coppola. Lo stile e il percorso intrapreso alla ricerca di contaminazioni di stili musicali, ispirazioni letterarie e dialetto siciliano sono presenti nei primi 2 album, nel terzo “Lettere dal fondo del mare”(Polydor 1996), invece abbandona quasi del tutto il dialetto siciliano evidenziando la sua grande passione per la canzone italiana d’autore e per le atmosfere del rock elettroacustico americano. Kaballàcollabora con Eros Ramazzotti, nello stesso anno si consolida il sodalizio artistico con l’amico Mario Venuti, Alessandra Amoroso, Brando, Alex Britti, Carmen Consoli, Patrizia Laquidara, Mietta, Nicky Nicolai, Noemi, Raf, Ron, Antonella Ruggiero.
Nato a Messina, chitarrista, cantautore e produttore, Tony Canto si diploma al CPM con Franco Mussida (PFM) e intraprende una brillante carriera caratterizzata da scelte artistiche ben precise. Collabora con Mario Venuti suonando e partecipando agli arrangiamenti dei suoi ultimi 5 dischi. Incide e suona anche con Patrizia Laquidara, Joe Barberi, Mannarino, Mario Incudine, Syria, Pilar e tanti altri. Il suo imprinting èmarcatamente brasiliano sebbene la sicilianitàda subito venga fuori e si misceli con la matrice tropicalista. Ha curato la produzione artistica e gli arrangiamenti di entrambi gli album di Alessandro Mannarino e ha collaborato con Paolo Buonvino per la colonna sonora del film “La Matassa”di Ficarra e Picone, “Manuale d’Amore”di Giovanni Veronesi e “La Vita come viene”di Stefano Incerti.
Come cantautore, ha pubblicato tre album: “Il Visionario”del 2007, “La Strada”del 2009 e “Italiano Federale”che esce nel 2011 per l’Universal e vede Tony protagonista di un’importante promozione sia live che televisiva, ricordiamo in particolare la partecipazione al programma di Rai Tre “Parla con Me”di Serena Dandini. Tony Canto èprotagonista con Fausto Mesolella (Avion Travel) e Alessandro Chimenti del Tour “Corde: concerto solo per chitarre”di Alessandro Mannarino.

Intervista di Giuliana Avila Di Stefano

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