Chiara D’Amore

12027821_1140971922631373_146074126579983544_nCATANIA – Viviamo forse un tempo veloce, famelico, in cui non c’è spazio per le deviazioni e ognuno deve perseguire i propri obiettivi scavalcando l’altro, cercando di anticiparlo. Siamo ingabbiati in comportamenti socialmente riconosciuti come validi e vincenti, scomodi sotto i nostri tailleur impomatati e, diciamolo, stufi di vivere giornate che pian piano si assomigliano un po’ tutte. La pressione, il lavoro, lo stress, la famiglia. Mentre il mondo continua a girare ad una velocità sempre maggiore c’è chi si ritaglia uno spazio proprio, regalandosi qualcosa di prezioso, un viaggio tutta sola alla scoperta della propria terra. E’ questo quello che ha fatto Darinka Montico la quale ha deciso di attraversare l’Italia a piedi, zaino in spalla, raccogliendo i sogni degli italiani e conservandoli dentro a una scatolina con il coperchio a forma di orecchio, pronta ad ascoltare i desideri di quanti l’hanno aiutata in questo lungo cammino. Ben 2910 i km percorsi, 7 i mesi di cammino durante i quali Darinka, senza un soldo, ha potuto continuare il suo viaggio contando unicamente sul suo spirito di adattamento e sull’aiuto degli italiani. La sua esperienza è diventata un libro, “Walkaboutitalia”, in cui l’autrice riesce a mostrare le pieghe più profonde della sua anima intrecciandola con i sogni di una Italia che diventa un unicum colorato da mille realtà, da mille desideri e da tante paure. Oggi Darinka è impegnata nel tour promozionale del suo libro, un giro del Bel Paese in sella a una bicicletta di bambù, a conferma che l’avventura resta un qualcosa di irrinunciabile per questa viaggiatrice coraggiosa.

– Darinka, di cosa parla “Walkaboutitalia”?

“Il libro parla del mio viaggio, un percorso iniziato da Palermo e proseguito fino al paese da cui provengo, Baveno, e quindi racconta della mia esperienza , del recupero di me stessa e del rapporto con la mia terra. Ho vissuto all’estero per 15 anni, viaggiando tra Stati Uniti, Canada, Thailandia, Malesia, Cina, Australia, Spagna e Inghilterra, era arrivato per me il momento di scoprire l’Italia. Ma questo non è solo un testo introspettivo, si narra anche la storia delle persone che mi hanno ospitato e soprattutto dei loro sogni che ho inserito all’interno del volume”.

– Qual è, tra i sogni che ha raccolto, il più ricorrente?

“La maggior parte dei sogni che mi hanno raccontato sono riconducibili a una parola ben precisa, “serenità”. Inizialmente stentavo a capire questo desiderio, mi sembrava quasi banale, poi un giorno ho aperto il dizionario dei sinonimi e contrari e ho visto che il contrario della parola serenità è paura, e allora ho capito. Mi sono trovata di fronte un paese IMG_6664spaventato, trincerato dietro il muro della diffidenza, è stato necessario abbattere questo muro per svelare quel luogo ospitale e caloroso che è in realtà l’Italia”.

– C’è invece un sogno che l’ha colpita particolarmente?

“Mi ha colpito molto la storia di un uomo tedesco che sognava di avere una casa piccola con un grande giardino. Un giorno quest’uomo venne costretto dalla moglie a trasferirsi in Sicilia contro la sua volontà, ma fu a quel punto che la sua vita cambiò radicalmente. La donna infatti dopo un po’ di tempo tornò a vivere in Germania, ma lui rimase in Sicilia e decise di comprare un appezzamento di terreno dentro al quale vi sono delle grotte. Lui oggi abita a Cava d’Ispica, dentro queste grotte che ha dotato di tutti i confort necessari, e vive dei prodotti che coltiva nel suo bel giardino. Quando l’ho conosciuto non ho potuto fare a meno di domandargli se avesse un altro sogno, anche piccolo, da inserire nella mia scatola. Lui mi ha risposto che gli sarebbe piaciuto molto andare a visitare l’Isola di Pasqua, ma che non l’ha ancora potuto fare per ragioni economiche. Ma l’uomo, essendo un abile scultore, ha iniziato a scolpire le maschere tipiche dell’Isola  mettendole nel suo giardino, così da portare un po’ di quella cultura nella sua casa. A volte basta un po’ di fantasia e il gioco è fatto”.

– In questi 7 mesi come è riuscita a sopravvivere senza soldi, potendo contare solo sulla solidarietà del prossimo?

“Ho usato moltissimo i social network, soprattutto  couchsurfing e facebook.  Qualche volta mi è anche capitato però di arrivare in un posto e non sapere dove andare a dormire e in quel caso il rapporto diretto con le persone è l’unica soluzione possibile. Ho portato con me dei ritagli di giornale in cui si parlava della mia storia per poter fare capire alla gente cosa stessi facendo e questo mi ha aiutata moltissimo, anche se un alleato inseparabile in questi casi rimane il sorriso, è stato importantissimo”.

– Il libro può essere considerato un diario di viaggio?

“Parte come un diario di viaggio ma poi si sviluppa in modo diverso, perchè è un libro in cui mi metto completamente a nudo e quindi c’è molto di me, ma non solo. C’è molto anche delle persone che ho incontrato, dei loro racconti e dei loro sogni. Quello che si cerca di far comprendere è la storia da cui il sogno prende corpo e da cui nasce”.

10155928_690658257662744_5601265857471763005_n– In base a quello che ha visto come definirebbe l’Italia?

“Ho visto un paese impaurito e frustrato. Quello che io cerco è il sogno, però per essere in grado di sognare bisogna avere un pensiero critico indipendente e la mente aperta. Io personalmente cerco di ispirarmi ad Atreiu, personaggio de “La storia infinita”, il quale cerca di sconfiggere il nulla stimolando la fantasia delle persone. Il nulla in questo caso è rappresentato da qualsiasi cosa si vada a frapporre tra noi e il nostro  pensiero libero, che sia la scuola che ci insegna più a conformarci rispetto che a pensare con la nostra testa, oppure i media, o la pubblicità. L’importante è liberarsi, scrollarsi dalle spalle le imposizioni sociali e seguire il proprio io per pensare in modo libero, solo in questo modo si può iniziare a concepire l’idea di avere un sogno veramente nostro che ci appartenga”.

– Lei ha raccolto i sogni dei suo connazionali, ma qual è il suo?

“Il mio è quello di girare il mondo per soddisfare quella necessità di conoscere il più possibile che mi ha portato fino ad ora a viaggiare molto. Fatto questo mi piacerebbe a un certo punto fermarmi e venire a vivere in Sicilia perché mi sembra il luogo ideale per potermi dedicare alle cose che mi piacciono, coltivare l’orto, dipingere, scrivere, ascoltare musica”.

libro

 

Scrivi