Forse non tutti sanno che dal 29 luglio 2015 Microsoft ha rilasciato Windows 10, disponibile gratuitamente entro 365 giorni per gli utenti in possesso di una licenza di Windows 7, 8 e 8.1. Il perché l’azienda di Redmond non lo abbia voluto chiamare Windows 9 è presto detto: il motivo, incredibile, risiederebbe in un errore del codice di programmazione di Windows 95 e 98, soprannominato già ai tempi Windows 9 da alcuni sviluppatori. Insomma, tale nomenclatura informatica abbreviata avrebbe prodotto non pochi problemi per il riconoscimento delle macchine in rete, generando confusione. È stato quindi in conseguenza di ciò che Microsoft, secondo quanto riportato da una nota postata su Reddit da uno sconosciuto programmatore, Cranbourne, avrebbe deciso di bypassare il numero 9 e lanciare direttamente la versione 10 spacciandola, in seguito, come trovata commerciale in onore del primo sistema operativo a finestre, Windows 1.0, e asserendo che la versione 9 del sistema la si poteva considerare l’upgrade a Windows 8.1, in effetti un vero e proprio OS a sé stante.

Nonostante siano trascorsi trent’anni dalla nascita di Microsoft per opera di Bill Gates e Paul Allen, l’architettura dei programmi è sempre la stessa, cioè la x86, eppure in barba a una nuova estetica sono stati cambiati tanti parametri; prima di tutto quelli hardware. I requisiti minimi, per poter usufruire del software, richiedono un processore da almeno 1 gigahertz (GHz), 1 gigabyte (GB) di RAM per sistemi a 32 bit e 2 per sistemi a 64 bit, una scheda grafica con supporto per le librerie DirectX 9, un display con una risoluzione nativa di 1024×768 pixel e 16 GB di spazio libero sull’hard disk.

Cortana

Dal punto di vista delle funzionalità, vi è il grande ritorno del Menù Start, eliminato nel completo flop di Windows 8 e reintrodotto in parte (cioè come possibilità di richiamare l’interfaccia Metro) con l’upgrade all’8.1. In questa ultima release, detta Continuum e che ricorda tanto quella di Windows 7, con un solo click sarà possibile tenere sotto controllo app e programmi, ma anche esplorare i file e avere accesso a Cortana, la neonata assistente virtuale di Microsoft, il cui nome s’ispira all’intelligenza artificiale presente nel videogame Halo. Cortana dispone di un algoritmo più sofisticato di quello di Siri, la controparte ormai nota di Apple: la voce è meno robotica e più umana, è in grado di comprendere frasi complesse, apprendere i comportamenti dell’utente e sulla base di questi di rispondere a tono. Altra novità di rilievo è il browser Edge, ripensato da zero per sostituire Internet Explorer con cui condivide soltanto il logo, assai simile. Seppure sfrutti Bing come motore di ricerca, i tempi di caricamento sono stati notevolmente ridotti, lo scroll è fluido, la grafica minimalista e si possono scrivere note dentro le pagine Web. Windows, poi, copia i Mac e in particolate il pulsante Exposé, chiamandolo nella sua versione Task View; questo permette per la prima volta di aprire desktop multipli, equivalenti alle scrivanie della Mela. Interessanti anche l’app Xbox, la quale consente di giocare in streaming ai giochi della console sul PC, la funzionalità Snap, cioè la possibilità di suddividere lo schermo in quattro sezioni dove collocare in ognuna un programma e, per ultimo, i nuovi protocolli di sicurezza (firewall), finalmente aggiornati al fine d’impedire intrusioni da parte di hacker, ma questo non significa che non si dovrà comunque disporre di un buon antivirus.

MicrosoftLa strategia attuata dalla Microsoft è chiara: creare un sistema solido, versatile e veloce che consenta lo scambio di documenti in modo facile e intuitivo tra diversi dispositivi. Satya Nadella, l’attuale CEO dell’azienda, però, riconosce alcune difficoltà; in primis, il confronto con rivali sempre più agguerriti che conquistano mese dopo mese quote di mercato (si tratta di Apple e Google), secondariamente l’ardua impresa di mandare in pensione sistemi operativi quali Windows 7 e, per quanto primitivo sia, il sempreverde Windows XP, i cui aggiornamenti non sono disponibili da anni. Come ha sottolineato il boss della bandiera quadricromata «Windows 7 è ancora lo standard di fatto per l’ambiente dei computer aziendali», con Windows 10, invece, si proverà a cambiare rotta.

Alberto Molino

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